mercoledì 3 luglio 2013

John Dowland


John Dowland (1562-1626)


Frontespizio della raccolta Lachrimae di John Dowland
Frontespizio della raccolta
"Lachrimae" pubblicata a Londra
nel 1604.
John Dowland è il più insigne tra i compositori inglesi del rinascimento dell'epoca elisabettiana. Compositore, liutista e cantore, è nato nel 1562 ed è morto a Londra nel 1626. Oggetto di ammirazione da parte dei suoi contemporanei al pari di Anthony Holborne, ebbe una vita errante che nel 1580 lo condusse a Parigi al seguito dell'ambasciatore inglese sir Henry Cobham. La sua permanenza in Francia durò tre anni, convertendosi alla religione cattolica. Nel 1595 riprese i suoi viaggi per l'Europa toccando la Germania, l'Italia e la Danimarca, per poi ritornare nuovamente a Londra nel 1606.

Le sue composizioni per consort strumentale sono raccolte nella pubblicazione Lachrimae or Seven Teares figured in Seven passionate Pavans per cinque viole o violini e liuto, datata 1604, che include 21 danze di grande originalità caratterizzate da un'aura malinconica, elevata espressione poetica e raffinata sensibilità. La più nota di queste composizioni è la Pavana Lachrimae, famosa all'epoca in tutta Europa tanto da esserci pervenuta in numerose trascrizioni di altri autori. Dowland stesso la scrisse per tre versioni: per liuto solo, per voce e liuto (con il titolo "Flow My Tears") e per mixed consort.

Le composizioni per liuto solista a noi pervenute sono molto più numerose di quelle di ogni altro compositore inglese e comparvero su quasi tutti i manoscritti di musica per liuto a partire dal 1595 anche se poche furono stampate. La loro gamma stilistica è immensa: si passa da una concezione meramente contrappuntistica, con l'inserimento di elementi imitativi, virtuosistici e ornamentali, a motivi di danza più semplici e vivaci dove al contrappunto subentrano accordi ripetuti e figurazioni derivate dalla tecnica per liuto; le fantasie fanno invece uso di cromatismi ed elementi di fuga.

Non trascurabili sono infine i tre libri di canzoni per voce e liuto (The First Book of Songs for 4 parts and lute, 1597; Second Book of Songs, 1600; Third and Last Book of Songs, 1603) il primo dei quali ebbe grande influenza nell'evoluzione della musica per liuto e permetteva l'esecuzione dei pezzi sia per voce e liuto, sia per un gruppo di quattro elementi vocali e vari strumentisti. E' qui che troviamo pubblicati brani divenuti celebri come "Can she excuse my wrongs" (The Earl of Essex, His Galliard) e "Now, o now, I needs must part" (The Frog Galliard). L'ultima opera pubblicata da Dowland è la raccolta A Pilgrim's Solace del 1612, anch'essa di canzoni per voce e accompagmanento strumentale

Dinnanzi a tanta versatilità possiamo affermare che le doti che contraddistinguono la musica d Dowland non sono tanto l'abilità tecnica e la fantasia quanto la profondità e la sensibilità. Malgrado la popolarità che godeva in vita, la fama di Dowland cominciò a declinare in Inghilterra ancor prima della sua morte, forse a causa dei suoi lunghi soggiorni all'estero e delle trasformazioni stilistiche che fecero sembrare la sua opera non più di moda. Dovettero trascorrere tre secoli prima che il musicologo E. H. Fellowes rivalutasse la sua musica raccogliendo la sua opera completa in una edizione moderna. Oggi, grazie anche alle numerose incisioni discografiche, tra le quali hanno avuto una straordinaria importanza le edizioni discografiche del liutista Anthony Rooley con il suo Consort of Musicke, e a pionieristici interpreti come Julian Bream che hanno permesso la riscoperta e la divulgazione di questo repertorio, la fama di uno dei più grandi compositori inglesi è ormai assicurata.



John Dowland: "Can she excuse my wrongs" (The Earl of Essex's Galliard)
Julian Bream, liuto e direttore consort strumentale; Robert Tear, voce.


Dischi consigliati

L'opera omnia di Dowland è pubblicata dalla Decca nel cofanetto in 12 cd "Dowland - The Collected Works": si tratta delle registrazioni storiche del Consort of Musicke diretto da Anthony Rooley e con la partecipazione del soprano Emma Kirkby. Sebbene si tratti di una edizione di gran pregio, l'esecuzione e le registrazioni, effettuate negli anni '70, risentono talvolta dell'età e andrebbe affiancata a edizioni più recenti.


John Dowland
The Collected Works
The Consort of Musicke - Anthony Rooley, dir.

L'Oiseau Lyre 452 563

Track list





Per quanto riguarda l'opera per liuto, esistono tre registrazioni integrali: quella di Paul O'Dette al liuto e orpharion (5cd Harmonia Mundi), quella di Jakob Lindberg al liuto e orpharion (4 cd BIS EAN: 7318597227247; ri-edito in licenza anche da Brilliant a prezzo budget EAN: 5028421936987) e infine quella di Nigel North per solo liuto (4 cd Naxos, a prezzo budget). Un bel disco antologico è "Dowland. A Dream" interpretato da Hoptkinson Smith, pubblicato nel 2005 da Astree e vincitore del Diapason D'Or.



John Dowland
A dream
Hopkinson Smith
(Rec. 2005 - Playing time: 69')

Naïve E 8896





Per Lachrimae, tra le numerose registrazioni disponibili, quella che mi sento di consigliare è quella del complesso di viole Fretwork (Virgin Veritas 45005).


John Dowland
Lachrimae (1604)
Fretwork

Virgin Veritas 45005

Track list