Visualizzazione post con etichetta dischi. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta dischi. Mostra tutti i post

lunedì 25 marzo 2013

I tesori della musica classica (Curcio)


I tesori della musica classica (Curcio)


Ecco come si presentano le copertine
dei dischi di questa collana
Questa collana di dischi, edita dalla Curcio, era distribuita in edicola a partire dal 1980. Si tratta di 100 LP che era possibile raccogliere in 10 cofanetti disponibili a richiesta. Ciascun disco contiene originariamente un fascicolo da conservare e che, una volta terminata la raccolta, viene a costituire una enciclopedia della musica che è possibile rilegare in vari volumi (si tratta di una sorta di dizionario enciclopedico con le voci ordinate alfabeticamente).

La busta, particolarmente curata e che si apre "a mò di libro", contiene una introduzione alle opere e ai compositori dell'incisione e una breve guida all'ascolto. Il livello complessivo della raccolta è altalenante e varia a seconda degli interpreti e delle registrazioni che sono perlopiù provenienti da etichette minori (in licenza Ariola-Eurodisc e Supraphon) e non raggiunge il prestigio della collana "I Grandi Compositori" che la De Agostini pubblicherà nel 1987 (che pescava a piene mani dai cataloghi Philips e DG). Il fatto che molte registrazioni siano state prese dalla etichetta ungherese Supraphon spiega la presenza di numerosi artisti e orechestre provenienti da paesi dell'est. Tuttavia alcune singole incisioni possono risultare alquanto interessanti.

Questa raccolta aveva il pregio di far avvicinare l'ascoltatore alla musica classica ad un prezzo abbordabile e con una buona varietà di repertorio. La qualità del vinile è tutto sommato soddisfacente e anche le note in italiano. Come tutte le pubblicazioni da edicola, occorre fare attenzione che i dischi non siano ondulati. Tra i difetti ravvisabili in questa collana c'è quello di un ordinamento un po' caotico per quanto riguarda la cronologia dei compositori rispetto alla numerazione della serie. Attualmente è possibile rintracciare con una certa facilità questa raccolta nel mercato dell'usato e il valore commerciale è contenuto.

I 10 cofanetti della raccolta



Ecco il piano dell'opera:


1) MOZART Sinfonia n.40 K 550 in sol min.
Orchestra da Camera di Mosca diretta da Rudolf Barshai
2) CIAJKOVSKIJ Sinfonia n. 5 in mi min. op. 64
Orchestra Filarmonica di Stato di Amburgo diretta da Leopold Ludwig
3) CHOPIN Concerto n.1 in mi minore
Orchestra sinfonica di Bamberg diretta da Heinz Wallberg. Pianoforte: Branka Musulin
4) LISZT Rapsodie ungheresi nn. 1-2 e 3-4
Orchestra Sinfonica di Radio Colonia diretta da Eugen Szenkar (nn. 1-2)
Philharmonia Hugarica diretta da Christoph von Dohnanyi (nn. 3-4)
5) VIVALDI "Le Quattro Stagioni" concerti nn. 1-2-3-4
Orchestra da Camera del Palatinato diretta da Eugen Bodart. Violino: Ferdinand Mezger
6) BEETHOVEN Sinfonia n.3 "Eroica"
Orchestra Sinfonica di Berlino diretta da Arthur Rother
7) CORELLI-MARCELLO-GEMINIANI-PERGOLESI "Concerti Grossi"
Sudwestdeutsches Kammerorchester diretta da Friedrich Tilegant.
Orchestra da Camera Bohuslav Martinu diretta da Josef Tesik
8) BACH "Concerti Brandeburghesi" nn. 1-2-3
Orchestra da Camera di Monaco diretta da Hans Stadlmair
9) VIVALDI-VERACINI-HAENDEL-BACH "Il flauto nel barocco italiano e tedesco"
Flauto: Severino Gazzelloni. Clavicembalo: Bruno Canino
10) GERSHWIN "Rapsodia in blu", "Un americano a Parigi"
Orchestra sinfonica di Berlino diretta da Werner Schmidt-Boelcke. Pianoforte: Willi Stech.
11) SCHUBERT Quintetto per pianoforte e archi D 667 op. 114 "La trota"
Solisti dell'Orchestra Filarmonica di Berlino
12) HAYDN Sinfonia n. 103 "Rullo di timpani", Sinfonia n.100 "Militare"
Camerata Academica del Mozarteum di Salisburgo diretta da Berhard Paumgartner
13) BRAHMS Sinfonia n.4 op. 98
Orchestra Filarmonica Ceca diretta da Dietrich Fischer-Dieskau
14) SCHUMANN Concerto in la min. op. 54
Orchestra Sinfonica di Berlino diretta da Artur Rother. Pianoforte: Jacob Gimpel
SCHUMANN "Scene infantili", "Arabesque"
Pianoforte: Erik Then-Bergh.
15) MAHLER Sinfonia n.5 in do diesis minore
Orchestra Filarmonica Ceca diretta da Vaclav Neumann
16) BERLIOZ Sinfonia Fantastica op. 14
Orchestra Filarmonica Ceca diretta da Carlo Zecchi
17) DVORAK Sinfonia n.9 "Dal nuovo mondo"
Orchestra Filarmonica Ceca diretta da Vaclav Neumann
18) MENDELSSOHN Sinfonia n.4 Italiana, "Sogno di una notte di mezza estate"
Orchestra Filarmonica di Stato di Amburgo diretta da Pierre Dervaux
19) BEETHOVEN Sinfonia n.5
Suddeutsche Philharmonie diretta da Hans Swarowsky
20) RIMSKIJ KORSAKOV "Sheherazade"
Orchestra Filarmonica Ceca diretta da Oskar Danon. Violino: Bruno Belcik
21) MOZART Sinfonia n. 41 K 551 "Jupiter"
Camerata Academica del Mozarteum di Salisburgo diretta da Bernhard Paumgartner
22) CHOPIN Scherzo n.2, polacche, valzer e mazurche
Pianisti: Paul Douliez, Jan Panenka, Valentina Kamenikovà
23) BACH "Concerti Brandeburghesi" nn. 4-5-6
Orchestra da Camera di Monaco diretta da Hans Stadlmair
24) GRIEG "Peer Gynt" Suites nn. 1-2
Orchestra Sinfonica di Berlino diretta da Arthur Gruber
25) CIAJKOVSKIJ Sinfonia n. 6 "Patetica"
Orchestra Filarmonica di Stato di Amburgo diretta da Leopold Ludwig
26) BEETHOVEN "Chiaro di Luna" Sonata per pianoforte n. 14 in do diesis min. op. 27/2; "Appassionata" Sonata per pianoforte n. 23 in fa min. op. 57.
Pianoforte: Doeter Zechlin
27) VIVALDI "Quattro Concerti"
Orchestra da Camera di Radio Lipsia diretta da Herbert Kegel. Cembalo: Walter Heinz Bernstein. Flauto: Heniz Fugner. Oboe: Fritz Schneider. Fagotto: Erwin Kretzschmar
28) HAENDEL "Musica per i reali fuochi d'artificio", "Musica sull'acqua"
Camerata Academica del Mozarteum di Salisburgo diretta da Bernhard Paumgartner
TARTINI "Trillo del diavolo"
Violino: Ida Haendel. Pianoforte: Alfred Holecek
29) RACHMANINOV Concerto n.1 per pianoforte
Orchestra Filarmonica di Stato di Brno diretta da Jiri Pinkas. Pianoforte: Valentina Kamenikovà
- Preludio op. 3 n.2
Pianoforte: Serghej Rachmaninov
30) RAVEL Concerto in sol maggiore
Orchestra Sinfonica di Berlino diretta da Wilhelm Schuchter. Pianoforte Branka Musulin
- "Bolero", "Pavane pour une infante defunte"
Orchestra Filarmonica di Sato di Amburgo diretta da Pierre Dervaux
31) SCHUBERT Sinfonia n.8 "Incompiuta"
Orchestra Filarmonica di Monaco diretta da Fritz Rieger
- Sinfonia n.1 "Tragica"
Orchestra Sinfonica di Vienna diretta da Leopold Ludwig
32) LISZT Concerto n.1 in mi bem- magg.
Orchestra Filarmonica di Stato di Brno diretta da Jiri Belohlavek. Pianoforte: Valentina Kamenkovà
- Concerto n.2 in la magg.
Orchestra Sinfonica di Praga diretta da Vaclav Smetacek. Pianoforte Frantisek Rauch
33) MOZART Serenata n.7 "Haffner"
Orchestra da Camera di Mosca diretta da Rudolf Barshai. Violino: Evgenij Simonov
34) BACH Musiche per organo
Organo: Flor Peeters
35) CIAJKOVSKIJ Concerto per violino e orchestra op. 35
Orchestra Sinfonica di Bamberg diretta da Johannes Schuler. Violino Bronislaw Gimpel
36) BEETHOVEN Concerto n.5 "Imperatore"
Orchestra Filarmonica di Monaco diretta da Fritz Rieger. Pianoforte Erik Then-Bergh
37) BRAHMS Sinfonia n.1 in do min. op. 68
Orchestra Filarmonica di Stato di Amburgo diretta da Leopold Ludwig
38) SCARLATTI "Sonate per clavicembalo"
Clavicembalo: Zuzana Ruzickovà
39) STRAUSS Don Giovanni, "Till Eulenspiegel" e danze da "Il Cavaliere delle Rosa" e "Salomé"
Orchestra Sinfonica di Vienna diretta da Franz Konwitschny
40) HAYDN Sinfonia n. 101 "La Pendola"
Orchestra Sinfonica di Bamberg diretta da Heinz Wallberg
BOCCHERINI Concerto in si bem. magg. per violoncello
Camerata Academica del Mozarteum di Salisburgo diretta da Bernhard Paumgertner. Violoncello: André Navarra
41) BEETHOVEN Sinfonia n.6 "Pastorale"
Orchestra Sinfonica "R. Barshai" di Mosca diretta da Rudolf Barshai
42) DEBUSSY "Prelude à l'apres-midi d'un faune"
Orchestra Filarmonica di Stato di Amburgo diretta da Pierre Dervaux. Flauto Klaus Schochow
DEBUSSY Rapsodia n.1 per clarinetto e orchestra
Orchestra Filarmonica Ceca diretta da Serge Baudo. Clarinetto André Boutard
- Quartetto per archi op. 10
Quartetto Borodin
43) VIVALDI Cinque Concerti per fiati e archi
Ensemble Ars Rediviva di Praga
44) SCHUBERT / CHOPIN "Improvvisi"
Pianoforte: Martin Galling e Milan Klicnik
45) RACHMANINOV Danze Sinfoniche op.45
Orchestra Filarmonice di Mosca diretta da Kyrill Koudrashin
46) MOZART Sinfonia n.38 K 504 "Praga", Sinfonia n. 35 K 385 "Haffner"
Orchestra da Camera di Mosca diretta da Rudolf Barshai
47) BEETHOVEN Concerto "Triplo" op. 56
Orchestra Sinfonica della Radio dell'URSS diretta da Aleksander Orlov. Pianoforte: Lev Oborin. Violino: David Oistrakh. Violoncello: Svjatoslaw Knushevitzky
- Romanza n.2 op. 50 Violino David Oistrakh Orchestra Sinfonica di Stato dell'URSS diretta da Kyrill Kondrashin
48) HAUDN Sinfonia n. 45 "Gli addii", Quartetto per archi op 64 n.5 "L'allodola"
Orchestra da Camera di Mosca diretta da Rudolf Barshai
49) CIAJKOVSKIJ "Romeo e Giulietta" Ouverture, Fantasia Tema e variazione dalla suite per orchestra n.3 op.55
Orchestra Filarmonica di Mosca diretta da Kyrill Kondrashin
50) BRAHMS Quartetti per archi nn. 1-2
Quartetto Janacek
51) BEETHOVEN Concerto per violino e orchestra op. 61
Orchestra Filarmonica di Monaco diretta da Fritz Rieger. Violino: Siegfried Borries
52) PROKOFIEV "Cenerentola" Suite dal balletto op. 87
Orchestra Sinfonica della Radio di Praga diretta da Jean Meylan
53) MOZART Concerti per pianoforte e orchestra K 491 e K 595
Orchestra da Camera di Mosca diretta da Rudolf Barshai. Pianoforte Vasso Devetz
54) MAHLER Sinfonia n.1 "Il titano"
Orchestra Filarmonica di Mosca diretta da Kyrill Knodrashin
55) BEETHOVEN Sinfonia n.9 "Corale"
Orchestra Filarmonica di Stato di Amburgo diretta da Artur Rother
56) TELEMANN Concerti
Orchestra ARS Rediviva diretta da Milan Munclinger
57) SAINT-SAENS Concerto n.1 per violoncello op.33
Orchestra Sinfonica della Radio dell'URSS diretta da Grigorij Stoljarov. Violoncello Mstislav Rostropovich
- "Il carnevale degli animali"
Orchestra Sinfonica di Praga diretta da Martin Turnovsky. Pianoforte: Pavel Stepane Ilja Hurnik
58) CIAJKOVSKIJ "Lo schiaccianoci" Suite dal Balletto op. 71 a
Orchestra Sinfonica di Praga diretta da Jindrich Rohan
RIMSKIJ-KORSAKOV "Capriccio spagnolo"
Orchestra Filarmonica Ceca diretta da Karel Ančerl
BORODIN "Nelle steppe dell'Asia Centrale"
Orchestra Sinfonica di Berlino diretta da Georg Ludwig Jochum
59) BEETHOVEN Sonate per pianoforte n.8 "Patetica" e n.13 "Sonata quasi una fantasia"
Pianoforte: Dieter Zechlin
60) BACH Corali per organo
Organo: Johannes Schafer
61) CIAJKOVSKIJ Concerto n.1 per pianoforte e orchestra op. 23
Orchestra Sinfonica di Berlino diretta da Otto Matzerath. Pianoforte: Jakob Gimpel
62) BRAHMS Quartetto per archi n.3
Quartetto Jonacek
- Trio n.1 op. 8
Trio Suk
63) BEETHOVEN Sinfonia n.7 op. 92
Orchestra Sinfonica "R. Barshai" di Mosca diretta da Rudolf Barshai
64) HAYDN Concerti per corno e orchestra nn. 3-4
Orchestra da Camera di Leningrado diretta da Lasar Gosman. Corno: Vitalij Bujanovskij
65) MOZART Sinfonia n. 36 K 425 "Linz"
Orchestra dela Staatskapelle di Dresda diretta da Karel Ančerl
- Sinfonia n. 24 K 182
Orchestra da Camera di Mosca diretta da Rudolf Barshai
66) RACHMANINOV Concerto n.2 per pianoforte e orchestra op. 18
Orchestra Filarmonica di Stato di Brno diretta da Jiri Waldhans. Pianoforte: Mizka Pokornà
67) SCHUBERT Cinque minuetti con sei trii, Sinfonia n.5
Orchestra da Camera di Mosca diretta da Rudolf Barshai
68) BEETHOVEN Quartetto per archi n. 15 op. 132
Quartetto Barchet
69) CHOPIN 24 Preludi op. 28
Pianoforte: Ivan Moravec
70) MOZART Sonate per violino e pianoforte K 306 e K 526
Violino: Susanne Lautenbacher. Pianoforte: Martin Galling
71) VIVALDI Concerti e sinfonie
Orchestra ARS Rediviva diretta da Milan Munclinger. Orchestra da Camera Bohuslav Martinù diretta da Josef Tesik. Orchestra da Camera di Radio Lipsia diretta da Herbert Kegel
72) DVORAK Concerto per violoncello e orchestra op. 104
Rostropovich Orchestra Sinfonica della Radio dell'Unione Sovietica diretta da Boris Khaikin. Violoncello Mstislav
73) BACH Concerti per violino e orchestra nn. 1-2
Sudwestdeutsches Kammerorchester diretta da Friedrich Tilegant. Violino Reinhold Barchet
74) CIAJKOVSKIJ Serenata op. 48
Orchestra Filarmonica di Mosca diretta da Kyrill Kondrashin
- Pezzo capriccioso op. 62
Violoncello: David Geringas. Pianoforte: Asa Aminteva
75) BEETHOVEN Sinfonia n.1 op. 21
Orchestra Sinfonica "R. Barshai" di Mosca diretta da Rudolf Barshai
76) MOZART Quattro concerti per corno e orchestra
Orchestra da Camera di Leningrado diretta da Lasar Gosman. Corno: Vitalij Bujanovskij
77) ALBENIZ-GRANADOS "Iberia"
Pianoforte: Sequeira Costa
- "Espana"
Violoncello: Milos Sadlo. Pianoforte: Alfred Holecek.
"Danda spagnola" n. 5 op. 37
Violoncello: Mstislav Rostropovich. Pianoforte: Alexander Dedjuchin
78) FRANCK Sinfonia in re minore
Orchestra Filarmonica Ceca diretta da Sir John Barbirolli
79) SCHUMANN Concerto per violoncello op. 129
Orchestra Filarmonica di Mosca diretta da Samuil Samossud. Violoncello: Mstislav Rostropovich
BERLIOZ "Carnevale Romano", "La dannazione di Faust"
Orchestra del Gewandhaus di Lipsia diretta da Gerhart Wiesenhutter
80) PROKOFIEV Sinfonia concertante op. 125
Orchestra Filarmonica di Mosca diretta da Kurt Sanderling. Violoncello: Mstislav Rostropovich
- "Adagio" op. 97/2, Valzer da "Il fiore di pietra" op. 118
Violoncello: David Geringas. Pianoforte: Asa Aminteva
81) BEETHOVEN Sonate per pianoforte nn. 19-20-21
Pianoforte: Erik Then- Bergh
82) CHOPIN Quattro ballate
Pianoforte: Valentina Kamenikovà
83) WAGNER "La cavalcata delle Walkirie", "Lohengrin", Tamnhauser" Ouvertures
Orchestra della Stadtische Oper di Berlino diretta da Richard Kraus
WEBER "Il franco cacciatore", "Oberon" Ouvertures
Orchestra dello Deutsche Oper di Berlino diretta da Mathieu Lange
Orchestra Sinfonica di Bamberg diretta da Wilhelm Schuchter
84) MOZART Sinfonia n.31 K 297 "Parigina"
Orchestra da Camera di Mosca diretta da Rudolf Barshai
- "Il flauto magico" Ouverture
Orchestra Filarmonica Ceca diretta da Karel Ančerl
"Le nozze di Figaro" Ouverture
Orchestra Filarmonica Ceca diretta da Karel Sejna
85) BACH Toccate e fughe
- Toccata e fuga in re minore BWV 538 "Dorica"
Organo: Jaroslava Potměšilová
- Toccata, adagio e fuga in do maggiore BWV 564
Organo: Alena Veselá
86) CIAJKOVSKIJ "Souvenir de Florence"
Mstislav Rostropovich, Genrich Talaljan e Quartetto Borodin
87) BRAHMS Trii per pianoforte, violino e violoncello n.2 op. 87 e n.3 op. 101
Trio Suk
88) BEETHOVEN Sinfonia n.8 op. 93
Orchestra Sinfonica "R. Barshai" di Mosca diretta da Rudolf Barshai
89) MOZART Piccola serenata notturna
Orchestra da Camera Ceca diretta da Josef Vlach
- Concerto per clarinetto e orchestra
Orchestra da Camera di Moasca diretta da Rudolf Barshai. Clarinetto: Lev Michailov
90) MAHLER Sinfonia n.4
Orchestra Filarmonica di Mosca diretta da Kyrill Koudrashin. Soprano: Galina Pisarenko
91) BACH Preludi e Fughe
- BWV 546 "La Grande", BWV 548, BWV 549 "La Breve"
Organo: Jiří Reinberger
- BWV 998 e BWV 999 (trascrizioni per chitarra)
Chitarra: Vladimír Mikulka
92) CIAJKOVSKIJ "Capriccio italiano" diretto da Wolfgang Sawallisch
- "Marcia slava", Ouverture solennelle "1812" dirette da Thomas Scherman
- Polacca dall'"Eugenio Onieghin" diretta da Wilhelm Schuchter
93) MOZART Sinfonia concertante K 364
Violino: David Oistrach. Viola: Rudolf Barshai
- Concerto per flauto e arpa K 299
Orchestra da Camera di Mosca diretta da Rudolf Barshai. Flauto: Alexander Kornejev. Arpa: Olga Erdeli
94) BEETHOVEN Quartetti per archi n.1-9
Quartetto Barchet
95) RACHMANINOV Concerto per pianoforte n.3 op. 30
Pianoforte: Morka Pokornà. Orchestra Filarmonica di Stato di Brno diretta da Jiri Pinkas
96) JANACEK "Taras Bulba"
 Orchestra Filarmonica Ceca diretta da Karel Ančerl
DVORAK Danze Slave
Orchestra Filarmonica Ceca diretta da Karel Sejna
BRAHMS Danze Ungheresi
Orchestra Filarmonica di Stato di Amburgo diretta da Leopold Ludwig
97) BRUCKNER Sinfonia n.7
Orchestra Filarmonica Ceca diretta da Lovro von Matatic
98) MOZART Quartetti K 387, K 285, K 370
Quartetto del Gewandhaus di Lipsia e Quartetto Vlach
99) SIBELIUS "Finlandia", Valse Triste op. 44
Orchestra Sinfonica di Berlino diretta da Werner Schmidt-Boelcke
SINDING "Mormorio di primavera"
Orchestra Cedric Dumont
- Presto per violoncello e pianoforte
Violoncello: Mstislav Rostropovich. Pianoforte: Vladimir Yampolskij
SMETANA "La Moldava" dal Poema Sinfonico "La Mia Patria"
Orchestra Filarmonica Ceca diretta da Karel Ančerl
100) "Fogli d'album"
SCHUMANN "Cinque pezzi su melodie popolari"
CHOPIN Introduzione e polacca per violoncello e pianoforte
LISTZ: Notturno n. 2
SCHUBERT: Momenti musicali op. 94
PAGANINI: "La Campanella"
Violoncello: Mstislav Rostropovich. Violino: Janine Andrade. Pianoforte: Alexander Dedjuchin, Jiri Hubicka, Martin Galling, Alfred Holecek




La fonte della discografia è in parte derivata dai vinili in mio possesso e in parte presa dal web. Se riscontrate errori o inesattezze potete comunicarle nei commenti qui sotto.





martedì 19 marzo 2013

La riscoperta del vinile


Vinile o cd: quale il migliore?

Molti sostengono che il vinile sarebbe migliore del cd. Ma è proprio così?


Nel 2013 sono riapparse in edicola delle collane
discografiche che rilanciano sul mercato
il supporto del vinile.
In questi ultimi anni è in atto una riscoperta del vinile, quel supporto musicale che, dopo essere scomparso dal mercato a causa dell'avvento del cd, è rimasto pur sempre in vita all'interno di una nutrita schiera di appassionati e puristi dell'audio analogico. Recentemente si è verificata però una novità: la distribuzione a vasta scala di questo supporto nelle edicole, così come si verificava in passato, con una serie di collane discografiche una delle quali indirizzata esclusivamente ad un pubblico di ascoltatori di musica classica. Si tratta di una novità perché questa trovata commerciale ha un target diretto non solo ad un pubblico ristretto di cultori audiofili, bensì ad un bacino di acquirenti potenzialmente molto più vasto. Nell'offerta è addirittura presente una opzione per l'acquisto, a prezzo speciale, di un giradischi di buona fattura.

L'intenzione di fondo di questa operazione, pertanto, non sembra essere quella di una nostalgica rievocazione del passato, quanto piuttosto ad un tentativo di reintrodurre il concetto dell'ascolto analogico come ideale per la fruizione della musica, all'interno di un contesto culturale dove il digitale ha preso decisamente il sopravvento monopolizzando di fatto ogni esperienza d'ascolto, dal supporto discografico (CD o SACD), a quello radiofonico (web radio, radio trasmesse in digitale terrestre o satellitare DVB) passando per la musica liquida (iPad e mp3 player) dove il concetto di musica fuoriesce dal tradizionale concetto di “album” per trasformarsi in file digitali perlopiù compressi nei quali la versatilità è la caratteristica principe rispetto alla qualità con i quali tali files vengono realizzati e riprodotti.

A dire il vero questo recupero di un supporto dato per sorpassato può apparire ai più a dir poco anacronistico se dietro a questa scelta non ci fosse una idea di fondo sostenuta da molti puristi dell'analogico: l'analogico “suona meglio” del digitale. Oppure, per essere più precisi, il vinile sarebbe migliore rispetto al cd. Ma è proprio così? Ciò che intendo sostenere in quest'articolo è il fatto che non è possibile sostenere incondizionatamente la superiorità del vinile rispetto al compact-disk digitale ma che ogni caso vada considerato a sé. Per il momento nella trattazione tralascerò di approfondire altri formati audio oggi largamente in uso (come ad esempio il digitale compresso o i cd masterizzati su pc) che richiederebbero un lungo approfondimento a parte (1).

Partiamo dal presupposto principe: per i sostenitori del vinile, gli LP avrebbero un suono “migliore”, perché più “caldo”, più “realistico” rispetto al cd, da molti ritenuto “freddo”, “asettico” e – in definitiva – meno realistico. Dietro queste affermazioni esistono considerazioni soggettive d'ascolto (il gusto personale) ma anche considerazioni oggettive che val la pena di snocciolare.

Le stampe della Decca serie SXL sono tra le più ricercate
dagli audiofili per l'alta qualità del pressaggio.
Per prima cosa non tutti i vinili sono uguali. Chi ha un po' di conoscenza del settore sa benissimo che non tutte le stampe dei vinili sono uguali, esistendo differenze non soltanto nel tipo dell'incisione della lacca originale ma anche nella successiva stampa (il cosiddetto “pressaggio”). Inoltre non è neppure trascurabile il fatto che non tutto il vinile (ossia il materiale utilizzato) è della medesima qualità. Edizioni stampate in paesi diversi, con procedimenti diversi, concorrono a creare diversità tra i vari dischi, inoltre il tipo di vinile impiegato nelle edizioni economiche è sicuramente più scadente rispetto a quello utilizzato nelle edizioni di pregio così come la cura con la quale viene effettuato il pressaggio (2). Non è affatto raro ad esempio riscontrare come in molte edizioni economiche il buco non perfettamente centrato sia fonte di non pochi problemi all'atto della riproduzione del disco. Il cd, invece, è un supporto sottoposto a più rigidi standard, stampato da un ristretto numero di industrie specializzate, che non presenta differenze di sorta tra le varie stampe.

In secondo luogo non tutte le masterizzazioni sono uguali. Anche in questo caso è bene ricordare che sia la stampa su vinile che quella su cd è solo l'ultimo anello di una lunga catena di operazioni di mixing e di editing audio a partire dal nastro “master” originario, le quali possono differire notevolmente tra le varie pubblicazioni. Non è quindi un caso che medesime registrazioni pubblicate però in serie discografiche diverse possano differire anche in maniera significativa tra loro. Tali operazioni di rimasterizzazione vengono talvolta indicate in copertina utilizzando i nomi più disparati e fantasiosi (Original-Image Bit-Processing, rimasterizzazione a 24bit/96 khz, Ambient Surround Image, 3D sound, ecc). E' cosa nota che il suono delle primissime pubblicazioni in cd fosse decisamente più artefatto rispetto alle successive edizioni, a riprova del fatto che il limite non risiede tanto nel supporto digitale quanto piuttosto in come viene trattato il suono in questa lunga catena.

Il giradischi analogico è un supporto che riproduce musica attraverso un procedimento meccanico che implica uno sfregamento della puntina sul disco. Si tratta di un fatto inevitabile e che produce rumore aggiunto (fruscìo di fondo, crepitii di pulviscoli di polvere, rumore wow e flutter ecc.) non presente nella registrazione originale. Si tratta di un fatto trascurabile per la musica leggera ma può risultare alquanto fastidioso per i cultori di musica classica soprattutto per quelle opere nelle quali il “pianissimo” viene soffocato da questi rumori. Persone che sono sensibili a questi rumori non possono che considerare negativamente il vinile a favore del suono innegabilmente più “pulito” del cd.

I giradischi laser prodotti dalla ELP consentono
la lettura ottica dei tradizionali vinili.
Peccato che il costo sia particolarmente proibitivo.
A questo fatto si unisce una conseguente usura del disco ad ogni lettura dello stesso. Riguardo a questo fatto è bene però sfatare un diffuso mito, quello cioè secondo il quale i vinili si consumerebbero presto. In verità, se si utilizza un giradischi ben calibrato, il disco può essere riprodotto centinaia di volte senza significative riduzioni nella qualità d'ascolto se si eccettua un degrado delle alte frequenze (talvolta non percepito se le registrazioni originarie sono datate e già deficitarie nello spettro delle alte frequenze) e una complessiva percezione di suono più “impastato” rispetto all'ascolto di un vinile ascoltato poche volte. Il cd utilizza un procedimento di lettura ottico che, a meno di un lettore difettoso, non procura usura alcuna del supporto.

Una curiosità: recentemente sono stati realizzati giradischi laser particolarmente innovativi, prodotti dalla ditta giapponese ELP, che consentono la riproduzione dei vinili tramite lettura ottica (due raggi laser che “scandagliano” il microsolco). Il vantaggio sarebbe duplice: evitare l'usura del supporto e consentire una lettura più accurata del solco. Peccato che l'elevato costo di tali apparecchi sia davvero proibitivo per la maggior parte delle persone! Per chi vuole curiosare ecco il sito di questo produttore: http://www.elpj.com/

L'audio del vinile ha una qualità di incisione non costante, e ciò dipende dal fatto che più si procede nell'ascolto del disco, più le spire del microsolco si riducono di diametro laddove la puntina si avvicina progressivamente al centro del disco (essendo costante la velocità di rotazione). Nelle tracce più interne pertanto la qualità audio diminuisce spesso in maniera così significativa che le case discografiche più prestigiose tendono ad evitare di raggiungere le zone più interne del disco limitando la durata per facciata della registrazione. In tali casi il problema viene parzialmente risolto a scapito però di una moltiplicazione dei dischi come logica conseguenza della riduzione della durata su singolo disco. Il cd, invece, avendo una velocità di rotazione variabile non presenta tale limite ma, nel caso di supporti con problemi di lettura, gli errori jitter si concentrano soprattutto nella parte finale del disco.

Il vinile è un supporto fragile ma tendenzialmente meno vulnerabile. Contrariamente a quanto si può pensare, se il vinile è conservato in condizioni di normale cura (ossia viene riposto nella sua busta e posizionato in verticale in un luogo lontano dal calore e dall'umidità) non presenta rischi per la sua conservazione. Il caldo infatti può deformare il disco creando pericolose ondulazioni, l'umidità d'altro canto può causare la formazione di muffe sulla sua superficie. Anche nel caso di “unghiate”, generalmente il disco rimane sempre ascoltabile anche se con rumorosi “click” ad ogni giro (che possono però essere facilmente eliminati con software di editing audio presenti in commercio se si effettua una copia digitale). Il cd è ugualmente un supporto fragile, ma in alcuni casi meno sicuro, basti citare i famosi casi dei “cd abbronzati” che si sono verificati in passato (3), nei quali dopo pochi anni i cd sono risultati totalmente illeggibili a causa di una stampa difettosa. In caso di unghiate, inoltre, il cd può risultare del tutto inascoltabile (a seconda del tipo di graffio) perché non viene più riconosciuto dal lettore o perché saltano le tracce, e non sono a conoscenza di software in grado di ripristinare la leggibilità di tali supporti (4).

I dischi in vinile devono essere accuratamente
conservati in verticale per evitare spiacevoli
deformazioni del disco e della copertina.
Il vinile è un supporto meno pratico del cd. Non solo ha bisogno di costanti cure (polvere e scarsa pulizia possono pregiudicare l'ascolto e la sua integrità) ma non può essere riprodotto agevolmente in molte condizioni di ascolto, in particolare laddove vi sia movimento (ossia sulle automobili o sulle imbarcazioni). Il cd, anche se non invulnerabile allo sporco (specialmente alle “ditate”), è meno schizzinoso al riguardo. Inoltre non è di poco conto il fatto, soprattutto per chi abita in piccoli appartamenti, che una raccolta di cd occupa assai meno spazio rispetto ad una collezione di dischi, tanto più se si considera che in ambito classico sono molto diffuse le raccolte nei box cartonati e le edizioni a due cd contenuti nel medesimo Jewel case.

Infine il vinile ha un suono analogico, che non subisce codifica alcuna, e che viene restituito così come è stato inciso (ad eccezione della equalizzazione RIAA). Il cd, invece, subisce una codifica digitale del suono che in alcuni casi può presentare problemi se non effettuato a regola d'arte e presenta un minore intervallo dinamico. Si potrebbe però obiettare che ormai molte registrazioni effettuate oggi avvengono nativamente in digitale, e pertanto anche molti vinili avrebbero a monte delle registrazioni master di tipo digitale. Non è neppure trascurabile il fatto che per i cd si sia cercato di aumentare la loro qualità dinamica col sistema HDCD, ma la scarsa diffusione dei player che supportano una tale codifica proprietaria (Microsoft) e il numero limitato di pubblicazioni disponibili ha di fatto decretato l'insuccesso di questa tecnologia.

A questo punto molte di queste considerazioni deporrebbero a vantaggio del cd. Occorre però proseguire su un'altra pista: con quali apparecchi vengono riprodotti questi supporti? Fino a qualche tempo fa i lettori cd in commercio, a meno di ricorrere a prodotti che superassero i mille e passa euro, avevano scarse componenti elettroniche interne (in particolare il convertitore digitale-analogico, vero cuore dell'apparecchio), e il tipo di stabilizzatore della rotazione. Con apparecchi di basso costo il cosiddetto “jitter”, errori di lettura causati da una rotazione problematica del disco e scarse componenti DAC che introducono errori di quantizzazione possono pregiudicare a tal punto la qualità audio del disco da rendere preferibile la lettura di un vinile su un giradischi dal costo molto più modesto. Attualmente molti passi in avanti sono stati fatti anche se non tutti i problemi sono stati risolti negli apparecchi a basso costo.

Concludendo, nella mia esperienza personale di ascolto mi è capitato di ascoltare musica su vinile e cd su vari impianti traendo considerazioni del tutto opposte. In molti casi il suono del vinile, se di buona fattura e trascurando i rumori tipici di questo supporto, risulta superiore per naturalezza e calore, ma in altri casi le rimasterizzazioni in cd, se ben fatte, offrono un dettaglio e una pulizia che nel vinile originale non è assolutamente possibile raggiungere.

A questo punto credo che ciascuno trarrà le proprie personali considerazioni, supportate dalla proprie esperienze d'ascolto e da tutte quelle componenti extra-musicali che il vinile porta con sé: copertine che spesso sono una vera e propria opera d'arte, libretti acclusi con fotografie che sfigurerebbero a confronto di un qualsiasi libretto accluso nei box di plastica dei cd, omogeneità delle opere riprodotte (20-25 minuti per lato) a confronto di una vera e propria ossessione dilagante per le integrali e le durate che devono raggiungere necessariamente i 75 e più minuti per disco, andando a ripescare qua e là nel repertorio discografico pregresso senza tener conto della omogeneità delle registrazioni. Non è infatti possibile ignorare che le grandi opere di artisti rock (e non solo) sono nate tenendo conto proprio di questi 20-25 minuti di musica registrata su ogni facciata del vinile realizzando una opera d'arte integrale che le rimasterizzazioni in cd non riescono ad eguagliare. E non è neppure trascurabile un ulteriore fatto: non tutto il repertorio pubblicato in vinile è oggi disponibile su cd, e pertanto ogni vero appassionato di musica dovrà sempre fare i conti con pubblicazioni che non sono altrimenti disponibili sul mercato se non nel tradizionale formato “ellepì”.



(c) 2013 Aldo G. - E' permessa una riproduzione parziale solo se citata la fonte originaria (ossia questa pagina, basta un link).



NOTE:
(1) I cd masterizzati presentano un'infinità di problemi che li rendono supporti estremamente complessi da analizzare perché entrano in gioco una infinità di fattori: colore e composizione chimica dello strato del cdr, software di masterizzazione usato, tipo di masterizzatore impiegato, velocità di masterizzazione... In generale si può dire che si tratta di supporti estremamente fragili, con una durata nel tempo limitata (da pochi anni ad una stima massima di 25 anni per gli AZO correttamente conservati) e la qualità audio complessiva dipende dalla simbiosi che si crea tra processo di masterizzazione e apparecchio con il quale il cdr verrà riprodotto.
(2) Tra i dischi di pregio si segnalano alcune etichette che sono divenute leggendarie, e per questo particolarmente ricercate dagli audiofili, come ad esempio la serie SXL della Decca (stampata in Inghilterra tra gli anni '50 e '70), oppure i Mercury Living Presence (per la particolare cura delle registrazioni). Tra i metodi di pressaggio attualmente ritenuti migliori figura la cosiddetta stampa Direct Metal Mastering (DMM) e la più rara DTD (Direct To Disc).
(3) Alcuni tra i casi più eclatanti del fenomeno dei cosiddetti “cd abbronzati” (bronzing cd) si sono verificati in alcune stampe di una fabbrica italiana di cd e in alcune serie di dischi di alcune etichette discografiche estere. Le cause del deterioramento rapido dei cd sarebbero da rintracciare nella composizione chimica utilizzata dall'inchiostro dell'etichetta che avrebbe corroso lo strato argentato del disco a partire dall'esterno. L'etichetta inglese Hyperion ha reso disponibile una pagina del suo sito che bene illustra questo fenomeno: http://www.hyperion-records.co.uk/bronzed.asp
Qualcosa di analogo, stando a quanto riportato da un archivista della BBC, è accaduto anche per i 45 giri, conservati però in un modo improprio ossia non nelle loro buste originali di carta bensì in buste in poliestere, polietilene e poliuretano. Si è scoperto che, con l'andare degli anni e in determinate circostanze ambientali, si verifica un fenomeno chimico di migrazione della plastica dalla busta di plastica alla superficie del disco rendendolo non più suonabile.  E' possibile visualizzare al riguardo il video sul sito di Rai Teche nella sezione "Progetto Presto": http://www.teche.rai.it/presto/presto.html?/presto/presto.xml (selezionare il video "BBC-Librerie audio"). Nello stesso video è possibile vedere come si riesca a rendere leggibile un disco 78 giri anche se spezzato, utilizzando della semplice plastilina!

(4) A onor del vero alcune società garantiscono il recupero di cd graffiati, ma v'è da dire che se i graffi sono giunti in profondità ritengo ci sia ben poco da sperare (ma ciò vale anche per i vinili). Ad ogni modo non sono a conoscenza del risultato finale di tali operazioni di recupero e si tratta comunque di interventi che richiedono apparecchiature particolari. Per i vinili gravemente rovinati esistono tecniche di lettura quali giradischi a fibre ottiche, ma si tratta di pratiche fuori dall'uso di una comune utenza. In ogni caso un graffio profondo che impedisca la lettura della TOC del cd rende il cd totalmente inutilizzabile, mentre un graffio profondo su una qualsiasi porzione del vinile rende inutilizzabile sono l'area compromessa. Anche una ondulazione di un cd, lasciato ad esempio incautamente sul cruscotto di una automobile sotto il sole, rende il cd totalmente illeggibile. Al contrario mi è capitato di riprodurre senza particolari problemi (anche se con un suono davvero singolare) dei vinili fortemente ondulati.



lunedì 11 marzo 2013

Discografia EMI Reflexe


Discografia EMI "Reflexe"

Questa collana di dischi ha rappresentato per gli anni '70 e '80 una collezione indispensabile per ogni appassionato di musica antica


La collana EMI "Reflexe" era una raccolta di LP pubblicata negli anni '70 dalla EMI-Electrola in Germania consistente in 10 box contenenti 6LP ciascuno e disponibili anche singolarmente a prezzo intero. I principali interpreti editi erano tra i maggiori esponenti della musica antica dell'epoca: lo Studio der frühen Musik diretto da Thomas Binkley, il Ricercare Ensemble fur Alte Musik di Zurigo sotto la guida di Michel Piguet, più una serie di recitals per clavicembalo di Colin Tilney e per liuto di Anthony Bailes. Altri interpreti prestigiosi che figuravano in questa collana erano Hopkinson Smith, Konrad Ragossnig e Nigel Rogers.

Nel 1984 la EMI rilanciò la distribuzione di questi dischi in tutta Europa annunciandoli come una nuova serie di incisioni di musica antica basati sulle ricerche degli anni 80 e includendo nuove incisioni dei complessi The Hilliard Ensemble, Hespèrion XX diretto da Jordi Savall, Linde-Consort diretto da Hans Martin Linde e Tavener Consort & Choir diretto da Andrew Parrott.

Quando il formato compact-disc divenne più popolare, tutte le nuove uscite divennero disponibili su questo supporto così come vennero ristampate le precedenti pubblicazioni. Le splendide copertine della serie sono state disegnate dall'artista Roberto Patelli che all'epoca si trovava a Colonia, città sede della Emi Classics.

Nel 1992 la EMI Classics acquisì Virgin Classics e così diventò proprietaria anche di un'altra etichetta di musica antica: Virgin Veritas. Nel 1996 le edizioni "Reflexe" iniziarono pertanto a confluire parzialmente nel catalogo "Virgin Veritas". Gli originale 10 box furono inoltre riediti in forma completa in CD da EMI-Electrola ma esclusivamente in Germania verso la fine del 2000. Nel 2001 e nel 2005 Virgin pubblica due "Black Box" di 5 e 8 cd ciascuno a prezzo speciale (intitolati "Espana Antigua" e "Music In Europe 1550-1650") comprendenti la ristampa delle registrazioni di Jordi Savall.

Ecco i 10 box che costituivano la raccolta originaria pubblicata in cd:

- Parte 1
- Parte 2
- Parte 3
- Parte 4

La descrizione è presente anche sulle Early Music FAQ.


***



giovedì 7 marzo 2013

Orchestre fantasma


Il fenomeno delle "orchestre fantasma"

Quali sono le orchestre che si nascondono dietro alle registrazioni a basso costo in vendita nei supermercati?


Se siete soliti fare acquisti nei grandi magazzini vi sarà senz'altro capitato di imbattervi in dischi dal basso costo di musica classica in cui figurano interpreti poco noti. Queste etichette discografiche hanno spesso nomi fantasiosi, ma la cosa che più colpisce è il fatto che di questi direttori d'orchestra e delle orchestre che dirigono non si sente mai parlare nelle riviste specializzate, né mai nessuno ha avuto modo di ascoltarli dal vivo. Un vero e proprio mistero.

Sui vari gruppi di discussione in internet negli anni scorsi è stata fatta una vera e propria "caccia all'interprete", che però ha sostanzialmente dato esiti negativi. Ecco dunque che sono state formulate varie ipotesi, la più interessante delle quali è senza dubbio questa:

«Alberto Lizzio è il più noto nome-contraffatto usato da quelle che si potrebbero definire le supermarket-labels. Questo nome ha subito affascinanti mutazioni: da Alfred Scholz a Albert Schulz quindi italianizzato in Alberto Sciulizzio fino a culminare in Alberto Lizzio. Non si tratta di uno pseudonimo (Albero Lizzio - Alfred Scholz) che sta per un reale direttore ma costituisce un vero e proprio nome-fantasma usato per camuffare alcune registrazione di interpreti e direttori più vari. Queste case discografiche usano questi nomi fittizi per le loro riedizioni sottoprezzo di registrazioni i cui diritti sono oramai scaduti, o qualche volta per registrazioni copiate dagli originali, molte delle quali datate prima del 1980 e spesso provenienti da registrazioni radiofoniche, dunque non sono affatto digitali DDD come stampato a caratteri cubitali sui CD. Questo non significa che le registrazioni in vendita nei supermarket siano sempre da rigattiere: può capitare infatti che dietro a Mr. Scholz o Mr. Lizzio vi sia un Wolfgang Sawallisch (ovviamente ignaro) con l'Orchestra di Stato bavarese».

Altri nomi che si ritiene non autentici e che compaiono sulle copertine di questi cd sono: Henry Adolph, Cesare Cantieri, Eugen Duvier, Carlo Pantelli, Hans Swarovsky, Serge Tchaikov, Hans Zanotelli, Denis Zsoltay.

Tali registrazioni sono rispuntate anche in alcune pubblicazioni periodiche distribuite in edicola e si possono trovare persino nei grandi negozi di musica a prezzo budget. Non si tratta infatti di un fenomeno di pirateria, bensì di registrazioni legalmente autorizzate (con tanto di bollino SIAE) a condizione che non compaia il reale nome dell'interprete. In un documentario televisivo andato in onda parecchi anni fa sulla rete americana CBS si ipotizzava che questa pratica venisse attuata per evitare di pagare i diritti d'autore ai legittimi interpreti.

Le "collane discografiche" conivolte a vario titolo in questo fenomeno sono varie, e non è detto che le registrazioni pubblicate siano tutte di infimo livello (anche se talvolta non "digitali" come invece dichiarato) o che gli interpreti dichiarati siano sempre inventati: in taluni casi le medesime case discografiche pubblicano incisioni di interpreti realmente esistenti anche se poco affermati. Il vero problema causato da questo fenomeno poco chiaro è soprattutto quello di impedire all'ascoltatore di risalire all'effettivo interprete sicché non potremo mai venire a conoscenza di chi realmente si nasconde dietro a ciascuna registrazione.

Questo è quanto siamo riusciti a scoprire. Se qualche casa discografica o altri appassionati avessero ulteriori informazioni al riguardo possono comunicarcele in modo da poter chiarire meglio questo vero e proprio mistero.

Per ulteriori approfondimenti rimandiamo ai seguenti link:
- http://listserv.uh.edu/cgi-bin/wa?A2=ind9802D&L=mahler-list&P=R385
In questo post Tony Duggan elenca le case discografiche coinvolte in questo fenomeno, le cosiddette "orchestre fantasma" e i relativi cd formulando alcune ipotesi sui reali direttori.
- Budget recordings of Alfred Scholz
Anche in questa pagina di Musicbrainz si formulano varie ipotesi dei più diffusi "direttori fantasma".
Pseudonyms: Alfred Scholz and the South German Philharmonic
Articolo di John F. Berky (scaricabile in PDF).

***

domenica 3 maggio 2009

Le musiche degli intervalli televisivi RAI


Le musiche degli intervalli televisivi RAI


Chi non si ricorda le mitiche musiche che la RAI inseriva come colonna sonora nei suoi storici intervalli televisivi nei quali si succedevano fotografie paesaggistiche di ogni parte d''Italia?

Si trattava di trascrizioni per orchestra e arpa solista di brani del periodo barocco e classico. La solista all'arpa era Anna Palomba Contadino, la trascrizione era del maestro Alberico Vitalini mentre l'esecuzione era quella dell'Orchestra d'archi San Gabriele della Radio Vaticana diretta dallo stesso Alberico Vitalini.

Ecco l'elenco di tutte le musiche:

George Frideric Haendel (1685-1759)
PASSACAGLIA dalla Suite n. 7 per clavicembalo

François Couperin (1668-1733)
SARABANDA dal IV concerto dei Concerts Royeaux

Pietro Domenico Paradisi (1707-1791)
TOCCATA da Le sonate di gravicembalo

George Frideric Haendel (1685-1759)
LARGO dall'opera Serse
(trascrizione per archi, cembalo ed arpa)

Robert Schummann (1810-1856)
TRAUMEREI (Sogno)
(trascrizione per archi ed arpa)

Franz Schubert (1797-1828)
MOMENTO MUSICALE N.3
(trascrizione per archi)

Johann Sebastian Bach (1685-1750)
BIST DU BEI MIR
(trascrizione per archi, arpa e organo)


Per chi volesse saperne di più, ecco la curiosa copertina dell'LP originale. La ristampa in cd è disponibile presso la Libreria Editrice Vaticana (Anna Palomba, Gli intervalli con l'arpa, Libreria Editrice Vaticana). Ecco quanto era scritto sul retro della copertina.


***

LE MUSICHE DEGLI INTERVALLI TV

Nella storia della musica esistono strumenti che hanno ottenuto una immensa fortuna, e altri che, non meno cari al pubblico, sono stati utilizzati dai compositori solo per ottenere determinati «colori» orchestrali. Tale il caso dell'arpa: strumento nobilissimo, di limpide trasparenze e dal suono evocatore di parnassiane atmosfere.

La fondamentale «serenità» del suono dell'arpa è stata prescelta e con innegabile successo per le musiche di sottofondo degli «Intervalli» televisivi. E proprio attraverso i teleschermi, unite alle immagini di monumenti e di incantevoli paesaggi italiani, la «Passacaglia» di Haendel, la «Toccata» di Paradisi e la «Sarabanda» di Couperin hanno conosciuto recentemente una stagione di grande popolarità. Si tratta di musiche scritte tutte in origine per clavicembalo, ma che hanno conquistato ormai il pubblico proprio nella trascrizione per arpa.

La «passacaglia» di Haendel fa parte della «Suite n. 7», composta circa nel 1720. Le «suites» per clavicembalo costituiscono forse la parte più spontanea e libera della produzione musicale di Haendel, di cui testimoniano la straordinaria ricchezza inventiva e genialità melodica.

Il secondo brano della prima facciata è la «Sarabanda» di François Couperin, il più eminente di una intera famiglia di musicisti, autore di un'opera didattica «L'art de toucher le clavecin» che influenzò anche Johann Sebastian Bach.

Pier Domenico Paradisi, nato a Napoli nel 1710 e allievo di Niccolò Porpora, fu autore di melodrammi e di varie compoSizioni strumentali, tra Cui le «Dodici sonate per Clavicembalo », pubblicate a Londra, che proseguono e sviluppano le esperienze di Domenico Scarlatti. L'ultimo tempo della terza di queste Sonate è appunto la celebre «Toccata».

La solista di arpa è Anna Palomba Contadino; la stessa cui è stata affidata l'esecuzione televisiva di questi brani.

La seconda facciata del disco contiene quattro composizioni assai famose, veri e propri «fogli d'album».

Il «Largo» dall'opera Serse» di Haendel è diventato la colonnasonora di quasi tutte le cerimonie nuziali. «Traumerei» (Sogno), sicuramentela pagina più nota delle «Scene infantili» di Schumann, è una melodia di ineffabile bellezza. «Bist Du bei mir» è un canto di spirituale profondità, quale solo il possente sentimento religioso di Bach poteva concepire. Questo brano è stato per un anno la sigla del programma radiofonico «Diario del Concilio», messo in onda quotidianamente. Di Franz Schubert, infine, viene eseguito il delicato «Momento musicale n. 3».

Queste bellissime pagine sono tutte presentate nella elaborazione e trascrizione del m° Alberico Vitalini, che ha pure curato la concertazione e direzione dell'orchestra «San Gabriele» della Radio Vaticana.

***


Video dell'intervallo



mercoledì 29 aprile 2009

Antiche arie e danze per liuto


Antiche arie e danze per liuto


Agli inizi del Novecento una intera generazione di compositori tra 1930-40 si adopera per riproporre in chiave moderna antiche danze e arie di corte, cercando di ricondurre linguaggi arcaici a nuovi stilemi: alcuni esempi sono i Cantari alla madrigalesca e l'Orfeide di Gian Francesco Malipiero, i canti della Stagione Alta di Ildebrando Pizzetti ed il Concerto dell'albatro di Giorgio Federico Ghedini.

Il musicologo Oscar Chilesotti (1848-1916) pubblicò in diversi volumi varie trascrizioni di antiche arie per liuto durante un periodo di trent'anni: tutti i brani, anonimi tranne Campane Parisienses di Jean-Baptiste Besard, furono presi da un codice Lauten-Buch del Cinquecento. Nel 1890 pubblicò una antologia, il Lautenspieler des 16 Jaharhunderts.

Ottorino Respighi si basò appunto su queste trascrizioni per comporre le sue celeberrime suites di Antiche Arie e Danze che, pur essendo nate con il semplice scopo di riattirare l'attenzione sul patrimonio strumentale italiano, hanno poi assunto la forma di un ripensamento parodistico della tradizione cinquecentesca vicino al Pulcinella stravinskiano o la sinfonia Classica di Procofiev.

Una edizione di assoluto riferimento delle Antiche arie e danze per liuto di Respighi è quella realizzata da Antal Dorati con la Philharmonia Ungarica:


RESPIGHI: Ancient Dances and Airs for Lute, Suites 1,2 & 3
Philharmonica Hungarica, Antal Dorati
(cd Mercury Living Presence 434 304-2)

Il liutista Paul O'Dette assieme al tenore Rogers Covey-Crump ci offre la possibilità di ascoltare le versioni originali per liuto delle musiche che Respighi adattò per le sue Suites in questo splendido cd:

Ancient Airs and Dances
Paul O'Dette, liuto - Rogers Covey-Crump, tenore
(cd Hyperion CDA66228)





Ecco l'elenco dei brani delle tre Suites:

SUITE NO. 1

- Simone Molinaro (c1565-1615):
Ballo detto "Il Conte Orlando"
Saltarallo del predetto ballo
- Vincenzo Galilei (c1525-1591):
Polymnia
- Anonymous (c1600):
Italiana
Villanella "Orlando fa' che ti raccordi"
Italiana
Passo mezzo bonissimo
Mascherada


SUITE NO. 2

- Fabritio Caroso (c1527-1605):
Laura soave - Balletto con Gagliarda, Saltarello e Canario
- Jean-Baptiste Besard (c1567-c1617):
Bransles de village
- Anonymous:
Campanae Parisienses
- Antoine Boësset (1586-1643):
Divine Amaryllis
- Bernardo Gianoncelli (fl 1650):
Tasteggiata
- Bernardo Gianoncelli (fl 1650):
Bergamasca


SUITE NO. 3

- Anonymous:
Italiana
- Santino Garsi da Parma (1542-1604):
La Cesarina
- Jean-Baptiste Besard (c1567-c1617):
Airs de Cour:
1. C'est malheur
2. Adieu bergère
3. Beaux yeux
4. La voila la nacelle d'amour
5. Quelle divinité
6. Si c'est pour mon pucellage
- Anonymous:
Spagnoletta
- Lodovico Roncalli (fl late 17th century):
Passacaglia



I TESTI DELLE ARIE DI CORTE DI BESARD

1. C'est malheur que de vous aymer
Vostr' esprit estant si volage
Vous changés enfin que la mer
E si changés sans avantage
Que me sert il d'aymer un temps
C'est le mieux que de vous j'attens
Je ne seray jamais la paix
Je m'en repens pour tous jamais.

Rompons la paille pour tousiours
Et que chascun rende son gage:
Je vous vendz voz folles amours,
Et vous quitte l'humeur volage:
Rendes moy de vostre costé
La raison et la liberté
Je ne seray jamais la paix
Je m'en repens pour tous jamais.

Rendés ce cueur qui n'est plus mien,
Rendés ce que vous fait si belle:
Non belle ne me rendes rien,
Il suffit que vous soyes telle,
Par mes vers aussi mensongers,
Que vos beaux yeux furent légers.
Je ne seray jamais la paix
Je m'en repens pour tous jamais.

2. Adieu, bergère pour jamais
Je conquois vostr' humeur volage
Je ne veux plus que désormais
Vous tenies mon âme en servage
Je veux changer et comme vous estre léger.

Ceux qui ayment fidèllement
Ne seraint avoir l'humeur belle
C'es pourquoy je fais un ferment
Qui je ne feray plus fidelle
Je veux changer et comme vous estre léger.

Je ne me plains pas de l'erreur
Qu'envers moy vous aves commise,
Car je tiens à trop de bonheur,
D'avoir recouvert ma franchise
Je veux changer et comme vous estre léger.

Je suis si heureux, et contant
D'avoir en liberté ma vie
Que je n'en regrette pas tant.
Le temps que je vous ay servie
Je veux changer et comme vous estre léger.

3. Beaux yeux qui voyes éclairement
E mon malheur e mon tourment
Vous voyés soleils inhumains
E vos faveurs e voz desdains.

Pourquoy m'allés vous tourmentant,
Si je suis fidelle et constant?
Faites vous cas de cet amour,
Qui n'est à qui meurt tous les jours.

Si vous aymés fière beauté
Le mal dont je suis tourmenté
De mesme je le treuve doux,
Aymant tout ce qui vient de vous.

Ainsi quoy qui puisse arriver,
Je ne me veux jamais priver
De cet oeil si doux et si beau,
Qui me liera jusqu'au tombeau.

Pourquoy m'usés vous de rigueuer
Si vous vivés dedans mon coeur?
Si je meurs vous aurés grand tort
Et mourres aussi par ma mort.

Beaux yeux qui causes mon trespas
Hé pourquoy ne m'aymes vous pas.
On le voit je suis en effet
De voz amans le plus parfait.

Que me sert il dont malheureux
D'estre si constant amoureux
Si de mon service avance
Je suis si mal recompansé.

4. La voila la nacelle d'amour ou ma maistresse arrive,
La voicy la voila de retour de sa prison captive.

Qu'un chascun luy fasse omage
Et d'un vourage que l'on chante tousiours la la la la
Voicy la voila que l'on chante tousiours la la la la
Voicy la voila la la la voila.

Le voila le voici ce bel oeil sur le crystal de l'onde.
Le voicy ce soleil non pareil, le seul astre du monde.

Les voila les voicy ses cheveux de ma belle maistresse,
Approchés regardés curieux, admirés ceste tresse.

5. Quelle divinité s'imprime dans mon ame
Quelle nouvelle ardeur dedans mon coeur s'enflame
Quelles sont les beautés qui pour m'avoir ravy
A un sujet si beau me rendent asservy.

Quelle divinité du haut ciel descendue
Vient ravir mes espritz et esblouir ma veue
Quelz soleilz enflames de clarté et d'ardeur
Embrazent de leurs rays un fourneau dans mon coeur.

Ma déesse c'est vous aussy votre belle ame
Est un rayon divin de la céleste flame
Qui me fait adorer en si grand Déité
Vostre grave douceur et douce gravité.

Ma dame c'est a vous a qui je me dédie
Parce que vostre main délicate et polie
De la quelle je fus si doucement touché
Est le mesme filet dont je suis attaché.

De vos yeux les rayons furent la seule cause
Dont je fus arresté en l'amour que je n'ose
Déclarer librement de crainte que quelqu'un
Ne soit à mon bonheur jaloux et importun.

Vos yeux sont deux soleils qui sont rougir de honte
L'aultre qui en beauté tous les astres surmonte.
Eux par l'obscure nuit me servent de clarté
Et au plus froid hyver me sont sentir l'esté.

Je vois bien maintenant que l'amour me commande
D'obéir à ses loix, et qu'il faut que je rende
Ma chère liberté a celle que me tient
Esclave sous les loix de l'amoureux lien.

6. Si c'est pour mon pucellage
Que vous faites l'amour
Je le promis l'autre jour
À un garçon de village.
Vous n'y perdés que vos pas
Galand vous ne l'aurés pas.

Je suis trop bien asseurée
Si vous m'aviés fait celà,
Que vous me quitteriés la
Comme une deshonorée.
Vous n'y perdés que vos pas
Galand vous ne l'aurés pas.

Je n'ay pour tout heritage
Dedans mon petit hameau
Que l'esguille et le fuseau,
et mon pauvre pucellage.
Vous n'y perdés que vos pas
Galand vous ne l'aurés pas.

Toutes vos belles promesses,
Tous vos discours decevans,
Sont des voiles à tous vens,
Je congnois bien voz finesses.
Vous n'y perdés que vos pas
Galand vous ne l'aurés pas.

Si je ne suis damoiselle,
Si je n'ay tant de beautés,
Que les dames de cités
Pour le moins suis je pucelle,
Vous n'y perdés que vos pas
Galand vous ne l'aurés pas.