Monteverdi è stato spesse volte paragonato, da scrittori moderni, a Wagner; però, se tale analogia fosse realmente possibile, sembra più appropriata una certa parentela tra il musicista e Michelangelo. Quest'ultimo è affine a Monteverdi nella lotta titanica con la materia e la forma, nella battaglia incessante per la liberazione delle potenze umane, nella tragica denigrazione per la mancanza di uno scopo finale nella vita umana.Sono fratelli, infine, nelle loro capacità geniali; in quella misteriosa e serena solitudine, impenetrabile dai rumori del mondo, che gli insegnò che all'anima umana non si arriva attraverso il linguaggio classico, ma con la simpatia. Credette che solo le sofferenze e la indomabile passione fanno dell'uomo quello che è: un essere tragico che può vivere sulla terra, combattendo e cadendo eroicamente.
La vita e le opere:
Il Vespro della Beata Vergine (1610)
Il Combattimento di Tancredi e Clorinda (1638)
Il ritorno di Ulisse in Patria (1641)
L'Incoronazione di Poppea (1642)
Testi e libretti:
VIII libri di madrigali (1638)
Scherzi musicali a tre voci (1607)
Il ritorno di Ulisse in Patria
0 commenti:
Posta un commento